Sclerosi multipla, via libera del CHMP dell’EMA a tolebrutinib nella forma secondariamente progressiva

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha adottato parere positivo raccomandando l’approvazione di tolebrutinib nell’Unione Europea per il trattamento della sclerosi multipla secondariamente progressiva (SPMS) senza recidive negli ultimi 2 anni. La decisione definitiva per l’Europa è attesa nei prossimi mesi. Ulteriori richieste di autorizzazione per il farmaco sono attualmente in fase di revisione presso le autorità regolatorie in tutto il mondo.

Cos’è la sclerosi multipla secondariamente progressiva (SPMS)
La SPMS è una fase debilitante della sclerosi multipla – spesso senza opzioni terapeutiche disponibili – nella quale i pazienti sperimentano un continuo accumulo di disabilità, con sintomi come fatigue, compromissione cognitiva, difficoltà motorie e perdita di indipendenza. Contrastare la progressione di disabilità rimane uno dei bisogni insoddisfatti più significativi nel trattamento della sclerosi multipla (SM).

Gli studi a sostegno della decisione del CHMP
Il parere positivo del CHMP è basato sui dati dello studio di fase III HERCULES nella SPMS non recidivante, con dati di supporto derivanti dagli studi di fase III GEMINI 1 e GEMINI 2 nella sclerosi multipla recidivante (RMS).

Questi dati sono stati presentati al Congresso ECTRIMS 2024 e al meeting annuale dell’American Academy of Neurology (AAN) 2025; sono stati inoltre pubblicati dal The New England Journal of Medicine.

Il profilo di sicurezza di tolebrutinib è stato coerente in tutto il programma clinico. Gli eventi avversi più comuni sono stati COVID-19 e infezioni delle vie aeree superiori. Sono stati osservati anche aumenti significativi degli enzimi epatici.

Il danno epatico indotto da farmaci (DILI) rappresenta un rischio di sicurezza riconosciuto per tolebrutinib. La rigorosa aderenza alle procedure di monitoraggio della funzionalità epatica e la gestione tempestiva di un aumento degli enzimi epatici sono importanti per mitigare il rischio di questo sanno.

Come agisce tolebrutinib
Tolebrutinib è un inibitore orale, in fase sperimentale, della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), che attraversa la barriera ematoencefalica. È progettato per agire sulla neuroinfiammazione smoldering –  un processo infiammatorio cronico e a bassa intensità nel sistema nervoso centrale – che rappresenta un fattore chiave della progressione di disabilità nella patologia

Questo meccanismo d’azione agisce alla base della sclerosi multipla secondariamente progressiva, prendendo di mira i processi infiammatori che contribuiscono alla neurodegenerazione e all’accumulo di disabilità.

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